Da quello che ho visto. Una serie di suggerimenti per evitare di fare troppe cazzate.
Non cercare accordi con i sindacalisti. Sono la forza più conservativa del Paese, e vedrebbero molto male qualcosa che ne va ad aumentare l’efficienza, come ad esempio “qualsiasi cosa”.
Non allearti col nemico del tuo nemico, a meno che non sia indispensabile. Farlo significa confondersi con esso. E dà al tuo nemico una possibilità incredibile di risponderti, a ragione. Se il tuo problema è l’università, confonderlo con le generiche contestazioni antigovernative (rifiuti a Napoli, operai di Termini, ecc…) sarà un suicidio. Dal tuo punto di vista ne sarai rafforzato, ma non è così: sarai diluito, accoglierai solidarietà esterna, ma non coinvolgerai i tuoi pari e fallirai inevitabilmente.
Sii pragmatico. L’idealismo non ha mai portato nulla di buono, evitalo. Poniti degli obiettivi a breve, medio e lungo termine, elabora una strategia e seguila. Controlla i tuoi risultati periodicamente, senza sopravvalutarti. Se rinviano una discussione, sarà stato perché avevano fame. Non prenderti meriti se non sono inequivocabilmente tuoi.
Sii pronto per il futuro. Tu hai il potere, adesso: cosa fai? Se non sei in grado di rispondere a questa domanda, lascia perdere. Se contesti una riforma in un campo che ne ha bisogno, devi averne un’altra pronta, almeno nei principî.
Non fare ricorso al “popolo”. Di tizî che dicono “il popolo è con me” ne abbiamo già abbastanza. È inutile decretare un’occupazione per acclamazione generale in aule stracolme, quando poi ci sono soltanto 15 persone disposte a restare a far la guardia. Votate democraticamente. Il voto per un’azione equivale alla propria disponibilità personale: rendi chiaro questo concetto.
Non caricare emotivamente senza motivo. I cadaveri caricano molto di più. Se è questo che vuoi, cerca il morto. Non incitare la folla in assemblea millantando supposte vittorie del “movimento”[1].
Non perdere le decisioni che prendete. Cerca di scrivere dei verbali delle assemblee. Non è necessario scrivere tutte le stupidaggini, ma serve ad evitare che si perdano per strada idee valide.
(io intanto pubblico, ma consideratelo una bozza)
- cfr “Sii pragmatico” [↩]
